Introduzione: Dietro le Quinte del Potere Europeo
Per molti cittadini, l'Unione Europea appare come una burocrazia distante, un complesso apparato di regole e direttive che opera lontano dalla vita di tutti i giorni. Ma dietro questa facciata si nasconde una realtà drammatica: un mondo di messaggi segreti, accordi da decine di miliardi di euro e figure potenti che agiscono al di sopra di ogni controllo.
È un mondo che pochi conoscono dall'interno. Uno di questi è Frédéric Baldan, un lobbista di Bruxelles che ha deciso di rompere il silenzio. Baldan ha presentato una denuncia penale contro la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, offrendo una visione senza precedenti dei meccanismi del potere europeo.
Questo articolo svela le cinque rivelazioni più sconvolgenti emerse dal suo resoconto degli scandali "Pfizergate" e "SMSgate", un'inchiesta che getta una luce cruda su come vengono prese le decisioni che influenzano la vita di milioni di europei.
Takeaway 1: Lo Scandalo Pfizer non è Iniziato a Bruxelles, ma in Germania
Prima dell'"SMSgate" europeo con Pfizer, Ursula von der Leyen è stata al centro di uno scandalo sorprendentemente simile quando era Ministra della Difesa in Germania.
Il modus operandi che sarebbe poi riapparso su scala europea era già stato sperimentato. Come Ministra della Difesa tedesca, von der Leyen è finita sotto inchiesta per l'assegnazione di lucrosi contratti a società di consulenza come McKinsey. I punti chiave di quella vicenda sono un'inquietante anticipazione di ciò che sarebbe accaduto dopo:
- I contratti milionari sarebbero stati negoziati direttamente tramite messaggi SMS.
- Poco prima che la commissione d'inchiesta potesse esaminarli, tutti i dati dai suoi telefoni di servizio furono cancellati.
- La giustificazione di von der Leyen fu che la cancellazione avvenne quando lei non era più in carica, un tecnicismo che le permise di evitare conseguenze dirette.
Questo "SMSgate tedesco" stabilisce un precedente e un metodo di lavoro che, come rivela Baldan, è stato poi replicato su una scala molto più vasta a livello europeo, lontano dagli occhi del pubblico e al di fuori delle procedure ufficiali.
Takeaway 2: Gli "Esperti" che Guidavano la Risposta alla Pandemia erano Agenti di Lobbies e Fondazioni
Contrariamente alla narrazione pubblica, molti dei consiglieri "indipendenti" che hanno guidato la risposta alla pandemia avevano legami profondi con interessi privati fortemente investiti nell'esito della crisi.
Il caso più eclatante è quello di Peter Piot. Nominato ufficialmente "Consigliere Speciale" della Presidente von der Leyen, Piot era tutt'altro che una figura neutrale. Come lo descrive Baldan, agiva come un "agente sotto copertura della Commissione" e un "consigliere personale di Bill Gates". I suoi legami finanziari documentati lo confermano:
- Era "Senior Fellow" presso la Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF), una delle principali finanziatrici di organizzazioni come CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) e GAVI (The Vaccine Alliance).
- Riceveva fondi di ricerca dalla stessa fondazione per il suo ruolo di consulente nel programma "Global Burden of Disease (GBD)", un imponente progetto di raccolta dati sanitari su scala globale sostenuto da Gates.
- Era membro del consiglio di amministrazione del World Economic Forum (WEF).
Un altro esempio è Marc van Ranst, nominato esperto dal governo belga. In una conferenza del 2019 presso Chatham House, van Ranst spiegò apertamente le tecniche per "vendere" una pandemia al pubblico, illustrando come creare consenso attraverso la paura e messaggi unici e ripetitivi.
Questa mentalità di operare al di fuori della legalità è stata sfacciatamente confermata da Sandra Gallina, Direttrice Generale per la Salute della Commissione, la cui ammissione di ignorare i trattati dell'UE è sconcertante:
"i miei colleghi giuristi mi dicono, sai, nei Trattati c'è scritto questo e quello, quindi non puoi farlo, Sandra. In sostanza, la maggior parte delle volte è questa la risposta. Allora io dico: 'non mi interessa, la gente lo vuole, troveremo un modo di farlo'. [...] Se si crea l'Europa solo seguendo il testo, restiamo fermi."
L'implicazione è critica: la linea tra consulenza imparziale per la salute pubblica e gli interessi strategici delle lobby farmaceutiche e dei loro finanziatori è stata completamente offuscata, se non cancellata.
Takeaway 3: Il Più Grande Contratto dell'UE è Stato Negoziato in Segreto, Violando le Regole
Il più grande e significativo contratto per l'acquisto di vaccini tra l'Unione Europea e Pfizer è stato negoziato direttamente da Ursula von der Leyen, bypassando il team negoziale ufficiale e violando le procedure della Commissione stessa.
Secondo la Corte dei Conti Europea, i fatti sono i seguenti: l'accordo per 1,8 miliardi di dosi è stato negoziato tramite messaggi di testo e telefonate personali tra von der Leyen e l'amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla. Questa negoziazione segreta riguardava un contratto da 35 miliardi di euro, parte di un pacchetto complessivo con Pfizer del valore di quasi 45 miliardi di euro.
Questo processo ha violato direttamente la decisione della Commissione sulle procedure di acquisizione dei vaccini, che prevedeva il coinvolgimento di un team negoziale congiunto.
Quando è stato chiesto di rendere pubblici i messaggi di testo, la Commissione ha affermato di non poterli trovare, sostenendo che erano stati cancellati a causa della loro "natura effimera". Questo rifiuto di trasparenza ha portato la Mediatrice Europea a emettere una constatazione formale di "cattiva amministrazione".
È proprio su questi fatti che si basa la denuncia penale presentata da Frédéric Baldan per usurpazione di funzioni, distruzione di documenti pubblici e presa illegale di interessi.
Takeaway 4: La Campagna PR di Pfizer è Stata Gestita dalla Stessa Agenzia che "Vendette" la Prima Guerra del Golfo
La campagna di pubbliche relazioni di Pfizer, riconoscibile dallo slogan "Science Will Win" ("La Scienza Vincerà"), non è stata un semplice esercizio di marketing, ma un'operazione gestita da maestri della propaganda con un passato controverso e legami diretti con l'azienda.
Il resoconto di Baldan rivela che la campagna è stata un caso di studio della società di lobbying e PR americana Hill & Knowlton (H+K). Ma il collegamento non è solo professionale; è personale. La Global Chairman e CEO di H+K, AnnaMaria DeSalva, era stata in precedenza Vicepresidente degli Affari Aziendali proprio di Pfizer.
Questo meccanismo di "porte girevoli" è fondamentale per comprendere il contesto. H+K è la stessa agenzia tristemente nota per aver orchestrato la falsa testimonianza "Nayirah" nel 1990. In quell'occasione, la figlia dell'ambasciatore del Kuwait negli Stati Uniti testimoniò in lacrime davanti al Congresso americano, sostenendo di aver visto soldati iracheni togliere bambini dalle incubatrici. La storia era un'invenzione, ma fu cruciale per ottenere il sostegno dell'opinione pubblica alla prima Guerra del Golfo.
Questa connessione suggerisce che la narrativa pubblica sui vaccini non era solo una questione di comunicazione scientifica, ma una sofisticata operazione di "gestione della percezione" condotta da esperti nel fabbricare il consenso e "costruire la fiducia" del pubblico.
Takeaway 5: Il "Green Pass" Digitale Esisteva Già Prima che l'UE lo Annunciasse
Il Certificato COVID Digitale dell'UE, presentato come una risposta necessaria e urgente alla crisi, era di fatto un'infrastruttura già sviluppata e testata mesi prima da una rete interconnessa di organizzazioni private, con legami diretti con Pfizer.
L'idea non è nata a Bruxelles nel 2021. Una potente rete stava già lavorando a un progetto quasi identico:
- Il protagonista era Paul Meyer, CEO della The Commons Project Foundation. Meyer non è una figura qualunque: è un "Young Global Leader" del WEF, membro del Council on Foreign Relations (CFR) ed ex speechwriter di Bill Clinton.
- La sua fondazione, The Commons Project, è stata creata con il sostegno della Rockefeller Foundation e in partnership con colossi tecnologici come Microsoft e Salesforce.
- Il loro prodotto, chiamato CommonPass, era già in fase di sperimentazione con le compagnie aeree nell'ottobre 2020.
- Il collegamento cruciale: un sotto-progetto di The Commons Project, chiamato COVIDcheck, era supportato direttamente da Pfizer.
La cronologia è rivelatrice: mentre questa rete privata lanciava il suo pass alla fine del 2020, Ursula von der Leyen ha annunciato la proposta legislativa per un "Digital Green Pass" europeo solo nel marzo 2021.
Secondo Baldan, questo dimostra come una crisi possa fungere da "finestra di opportunità" per implementare agende pre-pianificate, in questo caso un'infrastruttura di identità digitale globalizzata, presentandola come una soluzione inevitabile a un problema immediato.
Conclusione: Una Finestra sul Potere Reale
Queste cinque rivelazioni, tratte dalla denuncia penale di un insider, dipingono un quadro inquietante di come il potere viene esercitato a Bruxelles, lontano dal controllo democratico e dalla trasparenza. Messaggi segreti, procedure ignorate, conflitti di interesse sistemici e sofisticate campagne di propaganda sembrano essere diventati la norma piuttosto che l'eccezione.
Questi eventi sollevano una domanda fondamentale, la stessa che riecheggia nella prefazione del libro di Baldan. Quando le istituzioni operano al di là della trasparenza e dello stato di diritto, e i controlli democratici falliscono, dove inizia il diritto di resistenza del cittadino?

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